AI LETTORI
Abbiamo voluto raccontare la vita del trasfertista perchè è fatta spesso di vicende non comuni, vissute in ambienti esotici e con modalità del tutto diverse da quelle dei normali turisti da pacchetto tutto compreso. Vicende che hanno forti implicazioni personali: fare il trasfertista incide molto sulla vita privata, a cominciare dagli affetti e dalla famiglia. Per questo il libro è dedicato anche alle donne dei trasfertisti.
Volevamo descrivere per accenni un pezzo di mondo del lavoro ancora oggi importante nella realtà bolognese ed emiliana (e non solo), ma che sembra diventato invisibile. Un mondo che ha due aspetti tecnici e umani abbastanza peculiari: una cultura meccanica e tecnica che affonda le radici nella stessa terra emiliana (ed ecco il perchè della copertina: ruote in legno di carri agricoli che sembrano ingranaggi); la commistione tra queste radici locali, fortemente sentite, e la dimensione assolutamente internazionale del business delle macchine automatiche, e di quelle per le sigarette in particolare. Da questo, fra l'altro, nasce una specie di gergo fatto di italiano, dialetto, lingue straniere varie, che abbiamo cercato in parte di riprodurre.
Questo è un libro molto "parziale", perchè racconta la vita di una particolare persona. Non è un "saggio", non vuole proporre verità, né esistenziali né storiche, su alcuno degli argomenti toccati.
Che sono tanti: il mondo della fabbrica, che non è scomparso, esiste ancora; le difficoltà tecniche e ambientali del lavoro del trasfertista; i problemi personali e famigliari legati ad esso; la delicatezza dei rapporti tra noi occidentali e gli abitanti dei Paesi africani o asiatici; le vicende storiche di questi stessi Paesi, nelle quali spesso il trasfertista si trova coinvolto senza volerlo; la bellezza di tante parti di questo Mondo.
Abbiamo controllato, per quanto possibile, tutti i riferimenti storici e geografici che intervenivano nei racconti di Giancarlo; la sua memoria è risultata molto precisa ed affidabile.
All'inizio dei capitoli dedicati ai viaggi, abbiamo messo alcune "didascalie" sui Paesi che sono stati teatro delle avventure raccontate: riportano alcune delle notizie raccolte facendo questi controlli, che ci sembravamo interessanti o curiose
Quanto alle vicende private, è chiaro che ognuno le vive e le ricorda a suo modo. Abbiamo messo insieme una piccola galleria di ritratti più o meno sviluppati, per i quali non possiamo parlare di verità storica, ma di ricordi soggettivi: colleghi di lavoro, clienti incontrati nelle manifatture; europei in cerca di fortuna per il mondo; africani, asiatici, americani con esperienze così diverse dalle nostre. Persone le cui vite si sono intersecate per un po' con quella di Giancarlo. A volte Giancarlo ci fa "un po' di coreografia", e abbiamo arricchito o modificato qualcosa per "esigenze narrative".
I capitoli dedicati alla vita privata del protagonista si aprono con citazioni di varia estrazione, che tentano di gettar luce sullo spirito con cui raccontiamo queste vicende.
In ogni caso, abbiamo raccontato e descritto con partecipazione, per non dire con affetto, un mondo al quale abbiamo appartenuto per tutta la nostra vita lavorativa; un mondo che ci è piaciuto. Siamo contenti di averne fatto parte.
Quindi è stato piacevole per noi scrivere questo libro: ci auguriamo che sia piacevole per voi leggerlo.
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"Mi preparo alla stretta di mano: quella di Giancarlo è più che maschia, è una specie di prova di forza, da superare ogni volta che ci si incontra, per entrare in buona sintonia con lui.
Cinquantacinque anni, longilineo, i capelli ondulati e i baffi ottocenteschi gli danno una certa aria da signore di campagna. I suoi erano contadini nella bassa ferrarese, ma lui, di mestiere, ha sempre fatto il trasfertista, girando il mondo per montare macchine automatiche che mangiano sigarette sfuse e le risputano fuori impacchettate.
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