I LETTORI DICONO DI NOI...




"Complimenti per il senso di alta umanità" (F.F.)

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"Troppo foRte" Mentre lo leggevo mi sembrava di essere anch'io alla macchina del caffè ad ascoltare Giancarlo che raccontava le sue storie" (F.G.)

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"C'è molta umanità" (C.C.)

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"Complimenti per il memoriale! Perchè non avete scritto di quella volta che ti abbiamo lasciato dentro al fosso con le braghe in mano, sulla strada verso Sofia? Quanta nostalgia!" (I.C., collega di lavoro)

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"Una lettura piacevole" (F.M.)

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"Molti personaggi risultano particolarmente vivi" (M.P.)

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"Lo leggerò ad alta voce alla nonna: le piace molto ascoltare i racconti" (L.B.)

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"Complimenti davvero per aver trovato il "tono" giusto del racconto (cosa non facile) e per la qualità delle riflessioni che affiancano le "avventure". (A. e P.)

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"MOJE I NA BALGARSKI DA PREVEDESH KNIGATA ZA DA RAZBIRAME I NIE." (Bobi)
(Ora bisognerebbe tradurlo in bulgaro, così anche noi possiamo capire)

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[Quasi una recensione]
E’ un libro molto bello, DA ASCOLTARE.
Nel senso che, leggendolo, ti pare di sentire il narratore che ricorda le sue avventure, senza che la parola scritta rallenti il racconto o gli faccia perdere vivacità. Nando è stato molto abile nel rendersi “trasparente”, intervenendo il meno possibile sul racconto, nonostante il necessario e accurato lavoro di sistemazione e verifica che è stato fatto sul testo iniziale, frutto della trascrizione del parlato.
Quanto al contenuto è ricchissimo, vario, vivace, ora scanzonato, ora profondo, mai noioso e soprattutto pieno di umanità. Si capisce molto bene che Giancarlo vuole bene davvero alla gente che avvicina, come testimoniano due fatti delicatissimi: non fotografa mai, per rispetto, e torna spesso con la valigia vuota perché lascia tutto ciò che ha con sé a chi ne ha più bisogno di lui. Se le storie da narrare, come penso, non sono finite, spero ci sarà il volume secondo. (L. C.)

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[La domenica del trasfertista]
Allora da dove cominciare.....
Mi chiamo R. ho 23 anni e da tre sono un montatore meccanico di macchine utensili. Da Aprile sto lavorando in India assieme ad un altro mio collega elettricista per installare tre macchine. Attualmente mi trovo a 200 km a nord di Dehli e la prossima settimana mi trasferirò a sud per iniziare un nuovo cantiere...
Oggi è domenica, e come ogni domenica non avendo niente da fare o visitare nelle vicinanze (sono letteralmente isolato dal resto del mondo) passo il tempo navigando in internet (sembra un controsenso ma anche nella miseria più nera internet c'è!). Per caso ci siamo imbattuti nel sito del vostro libro e.... "Grande!" ho pensato subito! Non l'ho ancora letto ma lo farò al più presto, per ora conosco solo quello che è scritto sul sito internet e ci ha davvero divertito!
In quelle poche righe ho già trovato qualcosa che ci accomuna... l'amore per il proprio lavoro e per l'avventura, i problemi con la famiglia (mamma e papà per ora) e la nostalgia della propria terra che si trasforma subito in voglia di ripartire tornati a casa. Per ora vi saluto con la promessa di leggere il vostro libro appena possibile e come dice il mio capo: "oggi sei qua, domani chi lo sa..?'" (R. B.)

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Il libro rende bene l'idea del lavoro svolto dai trasfertisti e della complessa interazione tra viaggio, aspetti umani e lavoro: complimenti. (M. S.)

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Creazione tratta dalla Raccolta Guatelli - Parma

"Forse fu durante quelle cacce di notte
che mi venne il mal d'Africa.
Altro che malaria: quella passa.
L'Africa, invece, per quante cose brutte
tu possa vederci, ti entra dentro
e non te la cavi più d'addosso"