1976, Nigeria: mal d'Africa


Era venuto a prendermi con una berlina, un Peugeot enorme. Mi diede un pacco di giornali così, e un pacco di soldi così, in valuta locale, che si chiamano Naira. Ma noi trasfertisti, quando hanno quei nomi strani lì, li chiamiamo tutti "bagagli": quanti bagagli ti danno per un dollaro? Quasi sempre sono banconote grandi come federe di un cuscino, sono sporche e puzzolenti, e fanno un po' senso a toccarle.
Mi fece sedere dietro, e partimmo per Lagos, che è distantissima dall'aeroporto.

Strada facendo, era lì che guidava e non stava mica mai zitto. A un bel momento dice: "You wonna fuck my sister?" . Mi chiede se voglio andare con sua sorella!. Dico: "No no, lascia perdere".
Dopo un paio di chilometri: "Are you sure you don't want to fuck my sister?".
E io. "No, sono sicuro di no".
Ma insomma non la smetteva più, allora dissi: "Va bene, let's go, let me see your sister, andiamo a vedere tua sorella".
Allora dice: "She's beautiful" e si butta subito fuori dalla strada principale, lì dove eravamo.

Sua sorella, figurati: lì si chiamano tutti brother and sister, fratello e sorella!





Indice      

Creazione tratta dalla Raccolta Guatelli - Parma


Un quarto degli abitanti dell'Africa vive in Nigeria, la nazione più popolosa del Continente, la nona nel Mondo. La città più grande è Lagos: all'epoca dei fatti che andiamo a raccontare, aveva circa un milione di abitanti; oggi sono quasi quattordici, che vivono tra capanne di lamiera e grattacieli, in mezzo ad un traffico da incubo.